Paola Rebecchi

La Camera Penale di Roma piange affranta la scomparsa della amatissima Paola Rebecchi, Consigliere Tesoriere e già Vicepresidente e Segretario della Associazione, tragicamente scomparsa  ieri sera in un incidente stradale, di ritorno da un incontro a Rimini dell’Unione delle Camere Penali Italiane, al quale aveva partecipato in qualità di Responsabile del relativo Osservatorio per la difesa d’ufficio.
Domani   i componenti del Direttivo chiederanno in tutte le aule di osservare un minuto di silenzio e ricorderanno la carissima Amica e il suo appassionato e straordinario impegno profuso nelle attività dell’Associazione, essendo sempre in prima linea nella tutela degli interessi dei cittadini e nelle battaglie per i diritti della difesa.

 

Il Direttivo

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30 Giugno – giornata dedicata a Marco Pannella

Il 30 giugno, presso l’aula Occorsio, la Camera Penale di Roma dedicherà una giornata alla memoria di Marco Pannella. Un momento di condivisione delle sue battaglie, perno e sostanza della nostra coscienza civile e politica. Un’occasione preziosa per ringraziare un Uomo che ha speso la sua vita per uno stato di Diritto laico e liberale; che si è battuto per un processo giusto, per un imputato tutelato in ogni fase; che ha perseguito  il diritto alla conoscenza; che ha difeso i detenuti e gli ultimi e ha preteso la dignità di ogni carcerazione.  Per ricordare, per essere, per andare avanti, insieme.

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Addio a Marco Pannella

La Camera Penale di Roma esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Marco Pannella, storico difensore dei diritti civili e del Giusto Processo.

Il Direttivo

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Tra Europa ed Italia: le sentenze delle Corti europee che stanno cambiando il diritto penale italiano

Il convegno organizzato dalla Camera Penale di Roma e dal Lapec ha raggiunto per unanime parere un elevato livello scientifico ed è stato nello stesso tempo estremamente divulgativo, nonostante la complessità del tema quale il diritto vivente che le Corti europee hanno introdotto nell’ordinamento interno con effetti dirompenti, paragonabili a quelli causati dal governo sovranazionale dell’economia. Un’iniziativa di elevata qualità per il prestigio dei relatori e di fortissimo impegno per l’avvocatura penalista romana, che ha mostrato ieri il suo livello ed ha avuto generoso riconoscimento dal pubblico presente, tra cui il Primo Presidente della Corte, il suo predecessore ed il Vicepresidente della Consulta, tutti prodighi di generosi riconoscimenti per l’organizzazione.
Il convegno si è articolato in modo originale su cinque sessioni di lavoro, quattro articolate come tavole rotonde dedicate a ciascuna delle fondamentali sentenze della Corte Contrada, Grande Stevens, Varvara e Taricco, Corte EDU e l’ultima della Corte di giustizia.
L’ultima sessione ha avuto ad oggetto invece la procura europea ed il progetto non ancora realizzato dell’Unione delle Camere Penali Europee.
Senza la pretesa di esaurire una serie di argomenti così vasta, i contributi dei relatori ed il dibattito che ne è seguito hanno fornito un quadro nitido e fruibile della situazione e dei problemi.
Un progetto fortemente voluto e supportato dalla Camera Penale di Roma ed un contributo importante in chiave scientifica e politica, come nella migliore tradizione di una grande associazione.

IL LINK DELLA VIDEOREGISTRAZIONE INTEGRALE DEL CONVEGNO

https://www.radioradicale.it/scheda/468482/convegno-sul-tema-tra-europa-e-italia-come-le-corti-europee-stanno-cambiando-ildiritto penale italiano

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Lettera Aperta del Direttivo della Camera Penale di Roma all’A.N.M. romana sul Davigo pensiero

La Camera Penale di Roma ha appreso che il Presidente dell’A.N.M.  ritiene che il numero dei procedimenti  pendenti dipende dal numero degli Avvocati e dalle loro attività,  nonché dalla inutilità di procedere all’esame di testi nel dibattimento, essendo più che sufficienti le dichiarazioni rese alla polizia giudiziaria.

Le dichiarazioni in questione sono allarmanti, perché  denunciano non solo la mancata conoscenza dei fenomeni evocati, quanto soprattutto la clamorosa negazione dei principi del giusto processo, consacrati nell’art. 111 della Costituzione e nell’art. 6 della CEDU.

Invero, se da un lato il numero dei procedimenti dipende ovviamente dal numero delle notizie di reato e dalle relative iscrizioni effettuate dal PM, mentre la loro durata è la endemica conseguenza di carenze di natura strutturale, come dimostrato dallo studio da noi commissionato alla Eurispes, dall’altro l’esame dei testimoni nel dibattimento nel contraddittorio tra le parti è il principio cardine del processo penale e rappresenta l’essenza stessa del giusto processo.

La Camera Penale di Roma riafferma sia che la funzione del difensore è quella di garante dei diritti individuali e della lealtà dello Stato nei confronti del cittadino, sia soprattutto che il contraddittorio costituisce la migliore garanzia per la corretta formazione della prova, essendo unanimemente riconosciuto che esso è il più affidabile strumento cognitivo e dunque quello più indicato per scongiurare il pericolo di errori giudiziari.

In definitiva, la Camera Penale di Roma ribadisce il proprio sconcerto per la concezione autoritaria ed anticostituzionale del processo penale, che l’A.N.M. ha esternato attraverso il suo Presidente e che evidentemente rispecchia un’idea diffusa tra i magistrati che lo hanno voluto al vertice della loro associazione.

Ma anche i magistrati romani la pensano alla stessa maniera? E se hanno un’idea diversa, non è doveroso manifestarla esplicitamente?

Il Direttivo

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Assemblea 28 aprile 2016

A tutti i Soci

Carissimi,

Vi trasmetto la proposta di modifica dello Statuto e del Regolamento della nostra Camera Penale, che il Direttivo sottoporrà all’approvazione dell’Assemblea fissata per il 28 aprile pv. Infatti, così come previsto dall’art. 13 dell’attuale Statuto, le modifiche sono proposte a maggioranza del Direttivo e sottoposte all’ Assemblea, che le approva con il voto favorevole della maggioranza dei due terzi dei votanti, fermo restando che ovviamente non hanno diritto di voto i Soci non in regola con il versamento della quota sociale. (continua a leggere …)

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Documento del Direttivo sull’inviolabilità del diritto di difesa

Negli ultimi giorni su diverse testate sono comparsi articoli che, commentando alcune affermazioni fatte dall’avvocato Giosuè Bruno Naso in una arringa difensiva avanti alla Corte di Appello o in alcuni interventi nel corso del processo avanti alla Decima Sezione del Tribunale di Roma noto come “Mafia Capitale”, hanno avuto ad oggetto anche il ruolo di un giornalista nello sviluppo e nella rappresentazione mediatica di alcune indagini.
Commentando le affermazioni del penalista, diversi giornalisti le hanno censurate fino a rappresentarle come una vera e propria minaccia, anzi come un messaggio mafioso lanciato dal difensore in nome e per conto dei suoi clienti. Indicativi, sotto questo punto di vista, sia alcuni titoli, come “Se la difesa diventa una minaccia”, comparso nel numero in edicola del settimanale l’Espresso, ovvero “Mafia capitale: minaccia in aula contro un cronista”, apparso su La Repubblica, sia alcuni passaggi degli stessi articoli in cui si parla di “pratica aberrante”, di “allusioni velate”, di “minacce e offese”, fino ad accusare il difensore di “lasciare intendere di conoscere gli spostamenti del giornalista, e del procuratore e le persone che frequentano: un modo per ammonirlo a non fare il suo mestiere, altrimenti..”. (continua a leggere …)

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